Da Lamezia a Pula (Croazia)

 

L’ho trovata come l’avevo sempre immaginata: un mare limpido ed azzurro che si congiunge con il verde dei boschi, formando un tutt’uno inscindibile ed armonioso. E’ la Croazia: questa Polinesia del Mediterraneo, questo luogo magico dove la natura ha osato sbizzarrirsi in tutta la sua creatività, con le sue coste selvagge incastonate tra il mare, disseminato di isole dall’aspetto tropicale, e le sorridenti cittadine che raccontano, con i loro celebri monumenti, un passato glorioso. Il nostro viaggio, sempre in auto, ci  porta in questa parte d’Europa appartenuta all’Italia e poi perduta alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando le truppe del Maresciallo Tito la occuparono e l’annessero alla Jugoslavia. Con il trattato di Osimo, il trattato della vergogna, l’Italia rinunciò per sempre a qualsiasi pretesa su questi territori. Oggi, fortunatamente, le cose sono cambiate. Fra due anni la Croazia entrerà a far parte dell’Unione Europea e, quindi, potremo accedere liberamente a queste meraviglie, situate al di là dell’Adriatico, senza dover più oltrepassare alcuna frontiera. Comunque, nonostante tutto, i quarant’anni di dittatura comunista, sono serviti, sicuramente, a preservare queste bellezze da una probabile spietata speculazione edilizia che avrebbe compromesso irreversibilmente le coste dalmate ed istriane. Il motore della Lancia Y non si è ancora raffreddato dal recentissimo viaggio in Corsica, ma già si accende nuovamente per questa ennesima vacanza. E’ il 16 Luglio 2004, inizia l’avventura verso un altro angolo del Vecchio Continente. Dopo una rapida ascesa della penisola italiana, puntiamo la vettura verso il confine italo-sloveno di Trieste. Lo attraversiamo e, rapidamente, dopo venti minuti, siamo già su quello sloveno-croato. Anche qui nessuna difficoltà. Si passa. Le strade dell’ex Repubblica comunista, si presentano in condizioni mediocri rispetto agli standard dell’Europa occidentale. Ma, osserviamo che dappertutto vi sono lavori di ammodernamento e di costruzione di nuovi tracciati viari a scorrimento veloce che, nel giro di qualche anno, semplificheranno e velocizzeranno gli spostamenti all’interno del Paese. Nella tarda serata raggiungiamo la cittadina di Porec, dove troviamo subito sistemazione in un grazioso albergo situato sul lungomare della cittadina istriana. Le prime luci dell’alba, ci offrono una magnifica veduta dalle finestre del nostro hotel. Davanti a noi l’azzurro dell’Adriatico, spezzato, quasi per incanto, dal verde dell’Isola di San Nicola, posizionata proprio di fronte alla città. Questo è un ottimo suggerimento per la prima escursione della giornata. Al costo di un Euro a persona, un vaporetto, uno dei tanti che troviamo nel porticciolo turistico, ci porta sull’Isola. In soli due minuti ritocchiamo terra. Ci troviamo di fronte un grande e lussuoso albergo, circondato da una vegetazione fittissima, quasi sub-tropicale. Camminiamo per oltre due ore all’interno di San Nicola, ammiriamo le scogliose coste e i percorsi in mezzo alla boscaglia: sembra d’essere in una vera e propria giungla. Dopo aver pranzato nel ristorante dell’Isola, ritorniamo sulla terraferma. Qui, una lunga passeggiata digestiva nei grandiosi parchi, ricchi di piante secolari, che si estendono lungo le rive adriatiche, fino a toccare il mare. Ci stupisce, infatti, vedere turisti che fanno il bagno all’ombra dei pini. Ritornati in albergo, ci attende un’abbondante cena a buffet. Mangiamo veramente con gusto, sia per la qualità del cibo, che per la fame da lupi scatenata dalle energie consumate nei chilometri fatti a piedi durante la giornata. Un breve relax in camera, ci permette di riacquistare le forze e uscire per la serata. Raggiungiamo la piazza centrale di Parenzo (è questo il nome italiano di Porec), e da qui percorriamo la Decumanus, la principale via del centro storico, abbellita da eleganti palazzi veneziani e una moltitudine di gioiellerie, negozi di souvenir e ristorantini. L’intero centro storico è totalmente lastricato con dei luccicanti marmi bianchi. Bisogna fare molta attenzione nel camminarci sopra, in quanto sono talmente lisci e levigati che è facile prendere uno scivolone. Lungo la via principale ha sede, tra le altre cose, il Museo del Parentino, dove è possibile ammirare reperti dell’antichità romana e paleocristiana. Ma, la grande attrattiva di Porec è la Basilica Eufrasiana. Costruita su un impianto del V secolo, la chiesa presenta tre navate, con eleganti colonne bizantine con i capitelli a canestro. Il fiore all’occhiello della Basilica è, però, il catino absidale, con i suoi stupendi mosaici dorati risalenti al VI secolo. A pochi chilometri da Parenzo, proseguendo per Rovigno, incontriamo il grandioso Canale di Limski, un gigantesco fiordo, simile a quelli norvegesi, che penetra per nove chilometri all’interno dell’Istria. E’ possibile effettuare delle piacevoli escursioni, all’interno dell’insenatura, con numerosi vaporetti che, a prezzi molto contenuti, permettono di farsi una interessante gita lungo il fiordo ed ammirare le colline verdissime che lo circondano, con le numerose grotte e resti di antichi villaggi. Con la Lancia Y raggiungiamo l’estremità interna del Canale, dopo aver percorso qualche centinaio di metri nello sterrato ed aver attraversato un camping. Qui vicino, uno stupendo ristorantino, dal nome e dallo stile adatto al luogo, Viking, ci accoglie per soddisfare i nostri piaceri di gola.  Siamo ormai al tramonto, le ombre lunghe della sera si proiettano in quel ramo di mare “tra due catene ininterrotte di monti”, conferendo al paesaggio un aspetto quasi da brivido. A questo punto ci mettiamo in macchina e proseguiamo per Rovigno. Rinominata Rovinj dai croati, rappresenta il vero gioiello dell’Istria e, forse, insieme a Dubrovinic, dell’intera Croazia. Sorta su un’isoletta, separata un tempo dalla terraferma da un canale, Rovigno è, a mio parere, la più suggestiva cittadina croata. Ripide viuzze, delimitate da antichi palazzi in stile veneziano, si inerpicano sulla collina su cui sorge la città, fino ad arrivare alla parte più alta, dove svetta il maestoso campanile della chiesa di Santa Eufemia, al cui interno è conservato il sarcofago della Santa. Sulla cima della torre campanaria di questo tempio seicentesco, vi è una bellissima statua della Beata che cambia direzione a seconda del vento. Il seicentesco Arco dei Baldi, decorato con il leone di San Marco, è la porta principale per accedere al centro storico. Qui a fianco, in una splendida piazza intitolata al Maresciallo Tito, troviamo il Gradski Muzej, dove si possono ammirare dipinti veneti del settecento e opere contemporanee. Il nostro Hotel è situato a pochi minuti dal centro, nel lussureggiante e immenso Parco di Punta Corrente, dove perdiamo molte ore al giorno in lunghe e rilassanti passeggiate all’ombra di pini secolari bagnati dalla spuma del mare. Davanti a noi e a Rovigno, una moltitudine di isole e isolotti, avvolti da una fitta vegetazione. Mi sembrerebbe di essere in Polinesia se solo al posto dei pini e altre piante mediterranee ci fossero le palme dei tropici. Alcune di queste isole sono totalmente disabitate, escludendo naturalmente i gabbiani e i vari “Robinson e Venerdì” di turno che si godono il sole nella totale libertà e spensieratezza; altre, invece, occupate da grandiosi alberghi. E’ il caso di Sv. Catarina (Isola di Santa Caterina) e Crveni Otok (Isola Rossa), quest’ultima situata in posizione più distale rispetto alle altre isole, ma molto frequentata, grazie anche alla presenza di un monastero benedettino e una chiesa preromanica.   ...(racconto da terminare nei prossimi giorni)